TEATRO DELLA PIOGGIA

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LABORATORI INTENSIVI / INTENSIVE WORKSHOPS


La Merica
[The “Merica“]
2003-2004
Storo (Italy)


testi di / texts by Cesare Pavese, Jaime De Angulo
laboratori condotti da / workshops led by Massimiliano Balduzzi, Serena Bellodi, Céline Kraus, Anna Teotti e Anne Zénour
presentato nel / presented in 2004 a / at Storo

Residenza di due mesi in un paese del Trentino per lavorare con gruppi di diverse età sull’emigrazione in America, a partire da racconti, ricordi loro, canzoni, testi relativi alla tematica e in particolare “La luna e i falò” di Cesare Pavese con il gruppo di adulti.

Two-month residency in a town in Trentino to work with groups of different ages on emigration to America, starting with stories, their memories, songs, texts related to the topic and in particular Cesare Pavese’s “La luna e i falò” with the adult group.

Primavera oscura
[Obscure spring]
2003-2005
Spazio Dedalus, Cremona / Capanno di Ribatti / Corte dei Miracoli, Siena
(Italy)

testi di / texts by Frank Wedekind, Robert Walser, Arthur Rimbaud, Fratelli Grimm
laboratori condotti da / workshops led by Teatro della Pioggia
presentato nel / presented in 2004 a / at Capanno di Ribatti, Toscana

Un laboratorio teatrale sulla giovinezza o sull’immaturità.
Grida, cuculo, grida la tua solitudine nella primavera di maggio, grida, cuculo, uccello fraterno, esposto indifeso, grida il tuo cuore contro le stelle, grida, povero orfano, grida…
Basato su testi di Wolfgang Borchert, Robert Walser, dei fratelli Grimm e su frammenti di Risveglio di primavera di Wedekind.
Lavoreremo sull’adolescenza, su questo periodo della vita in cui si mescolano l’infanzia, la giovinezza e l’età adulta, così ricco di speranze e di disperazioni, di terrori e di estasi, entrandovi come si entra in una foresta buia o in una stanza chiusa da tempo, guidati dai testi e dalle vite di due scrittori che non hanno potuto, o non hanno voluto, entrare nell’età adulta: Borchert, che dopo aver sperimentato l’orrore della guerra come soldato tedesco inviato sul fronte russo nel ’41, morì nel ’47 all’età di 27 anni, e Robert Walser, eternamente disadattato, lacero, malizioso, geniale, che morì nel 1956 all’età di 78 anni, dopo aver trascorso più di vent’anni in un ospedale psichiatrico.
Anche le fiabe dei Grimm, quelle che conducono l’eroe o l’eroina attraverso prove spesso terribili, e la “tragedia infantile” di Wedekind faranno parte di questo viaggio.

A theatre workshop on youth or immaturity.
Cry, cuckoo, cry your loneliness in the May spring, cry, cuckoo, brotherly bird, helplessly exposed, cry your heart against the stars, cry, poor orphan, cry…
Based on texts by Wolfgang Borchert, Robert Walser, the Brothers Grimm and fragments of Wedekind’s Spring Awakening.
We will work on adolescence, on this period of life in which childhood, youth and adulthood mingle, so rich in hopes and despairs, terrors and ecstasies, entering it as one enters a dark forest or a room closed long ago, guided by the texts and lives of two writers who could not, or did not want to, enter adulthood: Borchert, who, after experiencing the horror of war as a German soldier sent to the Russian front in ’41, died in ’47 at the age of 27, and Robert Walser, eternally maladjusted, ragged, mischievous, brilliant, who died in 1956 at the age of 78, after spending more than twenty years in a psychiatric hospital.
Grimm’s fairy tales, those that lead the hero or heroine through often terrible trials, and Wedekind’s ‘child tragedy’ will also be part of this journey.

Una donna urla nella notte
[A woman screams in the night]
2004
Le Spoutnik – Montreuil
(France)

testi di / texts by Botho Strauss, Peter Handke
laboratorio condotto da / workshop led by Massimiliano Balduzzi, Céline Kraus e Anne Zénour
presentato nel / presented in 2004 a / at Le Spoutnik – Montreuil

La solitudine nelle grande città può portare ai limiti della follia.
Si può dire che quello che manca è il fervore, un periodo privata di passione, una società di cui nessuno si cura, una sordida desolazione (…) si potrebbe dire -e io lo dico- che lo scopo della rappresentazione teatrale è di ristabilire il fervore. (Julian Beck)

Loneliness in the big city can lead to the limits of madness.
One could say that what is missing is fervour, a period deprived of passion, a society that no one cares about, a sordid desolation (…) one could say -and I do- that the purpose of the play is to re-establish fervour. (Julian Beck)

La notte, il sogno, le paure
[Night, dream, fears]
2005
Sant’Antimo
(Italy)

testi di / texts by E.T.A. Hoffmann, Bruno Schulz, Ingeborg Bachman, Fratelli Grimm, Adalbert Stifter
laboratorio condotto da / workshop led by Teatro della Pioggia
presentato nel / presented in 2005 a / at Sant’Antimo

Una zona grigia dove regna una specie di torpore, di rallentamento estremo o al contrario di accelerazione folgorante di ogni gesto e pensiero, una regione fra la vita e la morte, fra la veglia e il sonno.

A grey zone where a kind of torpor reigns, of extreme slowdown or, on the contrary, of dazzling acceleration of every gesture and thought, a region between life and death, between wakefulness and sleep.


Antigone – e, allora, d’un colpo, un uragano…
[Antigo – and, then, suddenly, a hurricane…]
2005-2007
Capanno di Ribatti / Corte dei Miracoli, Siena / Paris, France / Köln, Germany

testo di / text by Sofocle
laboratori condotti da / workshop led by Teatro della Pioggia

E di colpo un uragano…
Traduzione di Danièle Huillet a partire dalla versione Holderlin-Brecht.
La tragedia di Sofocle ci interroga su delle questioni essenziali: la giustizia, il buon fondamento di un’azione eroica, la responsabilità civica. Mette in scena la lotta inerente alla vita degli uomini, nelle quale si affrontano senza tregua l’uomo e la donna, la vecchiaia e la giovinezza, la società e l’individuo, gli uomini e gli dei, i vivi e i morti.

And suddenly a hurricane…
Translation by Danièle Huillet from the Holderlin-Brecht version.
Sophocles’ tragedy questions us on essential issues: justice, the good foundation of heroic action, civic responsibility. It stages the inherent struggle in the lives of men, in which man and woman, old age and youth, society and the individual, men and the gods, the living and the dead are relentlessly confronted.

Un canto ogni giorno

2008 – 2013
– testi: Salmi di Davide
Corte dei Miracoli, Siena / Drama Teatri, Bologna / Torino
(Italy)

testo / text Il libro dei Salmi תהלים ספר
laboratori condotti da / workshop led by Anne Zénour

Recitazione dei Salmi.
Il testo in italiano tiene conto della traduzione compiuta da Henri Meschonnic dall’ebraico in francese.
Dotati di parola, non siamo degli animali che si esprimono e parlano, ma dei “chiamanti”. La parola chiama; la parola non nomina. Non possediamo niente in parola: chiamiamo. Ogni cosa nominata, non la possediamo, la chiamiamo.
(Valère Novarina)
Per l’attore, così come il minimo gesto mobilita tutto il corpo, allo stesso modo ogni suono richiede un’attenzione e una precisione che richiedono l’impegno di tutto l’individuo, corpo e anima; le minime variazioni di timbro, di altezza, di ritmo, all’ interno di un discorso (parlato o cantato) non sono mai indifferenti, ma agiscono direttamente su chi parla e su chi ascolta.

Recitation of the Psalms.
The Italian text takes into account the translation made by Henri Meschonnic from Hebrew into French.
Endowed with speech, we are not animals that express ourselves and speak, but ‘callers’. The word calls; the word does not name. We do not possess anything in speech: we call. Everything named, we do not possess, we call.
(Valère Novarina)
For the actor, just as the slightest gesture mobilises the whole body, in the same way every sound requires attention and precision that demands the commitment of the whole individual, body and soul; the slightest variations in timbre, pitch, rhythm, within a speech (spoken or sung) are never indifferent, but act directly on the speaker and the listener.

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